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PaxAppeal è uno stato d’animo e d’intelletto che ATTRAE alla “facilitazione” della conflittualità. Opera con magnetismo emozionale e approccio creativo alla ragionata e pacifica composizione delle liti.

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Progetto Comm-Unico

Progetto Comm-Unico è un progetto strategico di base per la diffusione della Conciliazione e Mediazione delle liti in Italia. Prevede intuizioni e visioni sulla Mediazione basate sull’ uso della Telematica, e fa emergere la figura del facilitatore, come professionista Negoziatore di parte.

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Pensatoio Think-tank

In questa sezione sono raccolti gli spunti di riflessione dello Studio del Dottor Gian Marco Boccanera, in termini di serbatoio di pensiero creativo (creative think-tank). 

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Il Pensatoio Think Tank

09
Dic
2010

La Conciliazione Facilitata e il Facilitatore

. Posted in Think Tank

La CONCILIAZIONE FACILITATA nasce dal Progetto COMM-UNICO, mio Progetto Strategico del Marzo 2009, che ha stabilito rilevanti intuizioni e innovazioni nel campo della Conciliazione/Mediazione delle controversie, alcune già espresse, altre ancora inespresse.

 

Qui siamo ancora in ambito sperimentale.

 

La Conciliazione Facilitata è una innovativa procedura di prevenzione e/o di risoluzione di controversie,  attraverso la quale le parti  in lite si incontrano insieme ai loro consulenti di fiducia,  che hanno la funzione di promotori della conciliazione,  e di facilitatori nella ricerca di un possibile accordo massimamente conveniente per entrambe. I consessi di conciliazione si svolgono PREVALENTEMENTE in via remota e digitale tramite gli Studi dei Facilitatori collegati al Conciliatore-Tutor.


Il Facilitatore o NEGOZIATORE di parte, quale espressione di pax-appeal, ha l'ottica di arrivare comunque ad un accordo, al fine di tutelare il mantenimento dei rapporti dei clienti e gli interessi collettivi,  e riveste un RUOLO FONDAMENTALE poiché PROMUOVE LA CONCILIAZIONE, ASSISTE LA PARTE quale negoziatore di fiducia, e INDIRIZZA i flussi di conciliazione all'organo di Conciliazione accreditato, che più ritiene competente per la materia trattata.

 

Quando la Conciliazione entrerà a regime, ovvero dal 20 marzo 2011, salvo proroghe dell’ultimo minuto, si ritiene che  alto sarà il numero dei Centri organizzati come organi di Conciliazione che avranno ottenuto l'accreditamento dal ministero di Giustizia e si ritiene che essi saranno in concorrenza sullo stesso mercato di riferimento (market-place).

 

A regime, poi, verrà a stabilizzarsi l’attività principale dei Centri di Conciliazione, oggi rivestita dalla formazione a pagamento dei Conciliatori, per lasciare spazio all’attività “sul campo” nella attrazione e gestione delle Conciliazioni e Mediazioni.

 

Sicché prediligere il rapporto con i Facilitatori consentirà in via strategica di direzionare più o meno efficacemente i flussi di conciliazione/mediazione a questo piuttosto che a quell'altro Centro di Conciliazione.

 

Si prevede (Fonte: Il Sole 24 Ore) che a partire dall'entrata in vigore della Conciliazione quale condizione di procedibilità per le materie ad alta densità di contenzioso, ci saranno circa 1 milione di conciliazioni da amministrare.Questa mole di flussi dovrà essere gestita non con modalità tradizionali che corrono il rischio di intasare i Centri di Conciliazione, bensì con modalità informatiche e remotizzate, nell’ottica della DELOCALIZZAZIONE delle Conciliazioni/Mediazioni, attraverso le quali il facilitatore potrà essere PUNTO DI REFERENZA per i propri clienti e per la Categoria Professionale alla quale appartiene, grazie all'indirizzamento verso la stessa dei flussi di conciliazione.

 

Il FACILITATORE, quale Professionista Negoziatore di Parte, è FIGURA ASSAI PIU' STRATEGICA del Conciliatore, poiché quest'ultimo gestisce la procedura di Conciliazione, solo DOPO che la stessa è stata attivata. Mentre il primo ne è il promotore.

 

Quindi: il FACILITATORE è il promotore e il combustibile della Conciliazione. Il Conciliatore è il comburente. Il Centro di Conciliazione è il braciere.

Le due figure Conciliatore e Facilitatore sono assolutamente SEPARATE e DISTINTE.

 

Ampia è la libertà  dei  "Facilitatori di fiducia" di esplorare proposte o soluzioni. Il Centro di Conciliazione scelto dalle parti fornisce il Conciliatore e opera come anello di congiunzione mediante servizi centralizzati di TUTORAGGIO, di rilancio e di riferimento, di NETWORKING, nonché di indicazione di possibili soluzioni "OPEN SOURCE" da sviluppare a cura dei Facilitatori.

 

I Facilitatori delle parti operano in tal modo come SVILUPPATORI delle basi dell'accordo, in assistenza delle rispettive parti/clienti. Sono i consulenti di negoziazione.

 

Il Centro  di Conciliazione mette a disposizione un proprio conciliatore/tutor, che opera  prevalentemente in modalità informatica, attraverso scambio documentale in formato digitale (sharing docs) e  videoconferenza MULTIPLA  con i facilitatori delle parti via web e con le parti stesse. Le parti si riuniscono presso lo Studio dei propri rispettivi Facilitatori, e il Conciliatore presso il suo Studio individuale o presso il Centro di Conciliazione.

 

Senza troppi spostamenti fisici delle parti, né dei loro consulenti negoziali e neppure del Conciliatore, viene superato il limite fisico dell'ampiezza del Centro di Conciliazione, e il limite temporale della successione degli appuntamenti presso lo stesso (Delocalizzazione e Remotizzazione delle Procedure).


Il Conciliatore poi, recuperando tempo prezioso, può efficacemente svolgere la propria opera in MULTITASKING, operando in contemporanea su più conciliazioni insieme.  Sicchè in tal modo il Conciliatore può riguadagnare maggiore profittabilità circa i suoi non elevati compensi, proprio grazie alla possibilità di gestire incarichi multipli in contemporanea tra loro.

 

Il verbale dell'accordo finale è trasmesso  e sottoscritto dalle parti e dai loro Facilitatori come scambio di corrispondenza informatica mediante P.E.C. (Posta Elettronica Certificata), con o senza firma digitale e possiede data certa di sottoscrizione.

 

Tale fase conclusiva della Conciliazione, al fine di non incorrere nel divieto di celebrare "tutto" il procedimento in digitale, come previsto dall' ultimo Decreto Regolamentare D.M. 180/2010 (“esclusivamente”), può essere efficacemente svolta presso il Centro di Conciliazione de visu tra le parti.

 

Solo in questa fase finale, quindi, e non già per tutta la durata delle fasi preparatorie propedeutiche all’accordo, le parti potrebbero incontrarsi "dal vivo" al Centro per sottoscrivere, insieme ai loro Facilitatori e al Conciliatore-tutor, il verbale di accordo della Conciliazione.

 

Si capirà subito che tale attività, certamente, può essere  programmabile con facilità sull'agenda del Centro, essendo una mera fase formale, alla quale si è giunti con la preziosa attività preparatoria svolta da remoto dai Facilitatori (insieme alle loro parti) e dal Conciliatore, tutti dai loro rispettivi Studi professionali.

 

Tale ultima fase si presta, come è evidente, ad una efficiente STANDARDIZZAZIONE di atti e comportamenti, che non ha paragone con le fasi preparatorie dell'accordo, per loro natura non preventivabili quanto a durata e quanto a numero di riunioni e consessi necessari.

 

Facendo svolgere tutto il "grosso" dell'attività da remoto e in via delocalizzata attraverso gli Studi Professionali dei Facilitatori e sotto l’egida di tutoraggio del Conciliatore, il Centro si troverà a lavorare solo sulla formalizzazione dell'accordo, assegnandone a ciascuna Conciliazione un tempo e un orario standardizzato, e così facilmente programmabile, senza imprevisti, né slittamenti a catena.

 

Si comprenderà allora, come in tal modo concepita, la CONCILIAZIONE potrà avere una diffusione alquanto pervasiva (direi pandemica) poiché implementabile e delocalizzabile fin da subito per il tramite degli Studi Professionali già esistenti, in quanto necessita, a parte la preparazione di base dei Professionisti-Facilitatori, semplicemente di un PC, una web cam (Tipo Logitech pro 9000 ad esempio, che funziona benissimo, e simili), un collegamento ADSL o XDLS in banda larga, un software di interconnessione e condivisione in sharing documentale low-cost (come Skype o come Google Apps Premium o altri simili).

 

Strutture di base queste, che perlopiù sono già presenti presso gli Studi Professionali.  O almeno in quelli dei più giovani. Le opportunità ritraibili in termini di compensi e di sviluppi professionali , atteso il vastissimo mercato di riferimento, sono di sicuro interesse. Soprattutto in questo momento.

 

Se la cosa poi potesse trovare luogo negli ulteriori Decreti Regolamentari attuativi della legge 69/2009 o in qualche loro emendamento, sarebbe un alto valore di spendibilità politica in quanto senza obbligo di fonti di finanziamento (quindi a costo sociale ZERO), e in quanto direzionato a favore di una categoria, quella Professionale, che meno di altre può contare su forme alternative di welfare e di sostegno in un momento di grave Crisi economica, che erode quote rilevanti dei compensi professionali.  La Categoria che riunisce tutti Professionisti italiani - allo stato - conta oltre due milioni di appartenenti.

 

Gian Marco Boccanera,

estratto dal libro "Conciliazione e Strategia".

 


 

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